Patrizia Niccolini
L’arte nasce dalle contaminazioni.
“Per i miei lavori mi ispiro molto a quello che leggo – ci racconta Barbara Cappello -, e le opere dedicate a Fedro nascono dalla sensibilità delle parole del libro sul tema del dialogo platonico “
Se la filosofia è amore per il sapere, il desiderio di conoscere può certamente trovare espressione artistica ed emergere attraverso lettere cucite su carta di lino, intrecciate a fotografie e trasparenze di plexiglass che rivelano il corpo della filosofia stessa “tradotto” dinamicamente in parole e immagini. Corpo dalla forma concreta di un Libro d’arte intitolato “Psyché kinesis-Anima in movimento”, realizzato dall’artista Barbara Cappello che sabato 11 aprile, alle 17, inaugura la sua nuova mostra personale, “Oltre il marchio. Fedro“, allestita allo Studio Olzer-Spazio d’Arte di Pergine Valsugana, in via C. Battisti, 12 (fino al 19 aprile, lun 17-19, mar-sab 10-12 e 17-19). In esposizione si troveranno una trentina di opere inedite, il libro oggetto dedicato e un’installazione spaziale, inoltre, l’apertura sarà arricchita da una performance, “Logos, a fior di pelle”, con la stessa Barbara Cappello in veste di scriba, Lucamatteo Rossi nei panni di Fedro e come “voce socratica” Davide Susanetti, professore di Letteratura greca all’Università di Padova. «Per i miei lavori mi ispiro molto a quello che leggo – ci racconta Barbara Cappello -, e le opere dedicate a Fedro nascono dalla sensibilità delle parole del libro sul tema del dialogo platonico “Il talismano di Fedro” (Carocci, 2021) di Davide Susanetti. Ci siamo confrontati sui contenuti e mi ha fatto conoscere Lucamatteo, l’ho fotografato al Lido di Venezia, scoprendo che eravamo proprio dove è stata girato il film “Morte a Venezia” (1971, diretto da Luchino Visconti, ndr). Ho suddiviso il libro in quattro elementi – gioco (cháris: grazia), volo (pterón: Anima Alata), canto (hiperourónios tópos: luogo dell’Oltrecielo) e scrittura (eídos: idea/forma) – e ho chiesto a Davide di tradurre in greco antico le parole che ho scelto, riportate in ogni pagina, accanto all’immagine di Fedro su fogli in plexiglass per trasmettere l’idea del sentimento liquido dell’amore, che è assoluto in tutte le sue accezioni. cresce e vola. Ho seguito le linee del corpo per “immetterle” nella lettera greca e questa, a sua volta, assume la forma del corpo”. Il marchio è, dunque, ripensato come segno che libera l’identità oltre gli stereotipi: “Parola, corpo e pensiero propongono un marchio che custodisce e diventa talismano, confine che permette di andare oltre, logos che non definisce ma rivela”. Con “Logos, a fior di pelle”, verrà all’inizio donato un momento rituale in cui la sinestesia tra gesto, voce, corpo incarneranno un Eros che solleva l’anima, ritrovando la sua verità attraverso la parola viva: “Durante la performance – spiega Cappello – scriverò le parole in greco antico con pennello e china sulla pelle di Lucamatteo-Fedro mentre Susanetti, in veste socratica, parlerà del contenuto e del suo significato. Il suo libro, il Fedro di Platone e queste parole dal carattere greco antico mi hanno condotta, e, tuttora mi conducono, ad una visione spirituale. Un percorso nel quale si scopre l’importanza della parola, sia attraverso la tipologia di segno e grafia, sia nel significato concettuale. Inoltre, il dialogo con l’autore e con il giovane modello che ha posato per le fotografie sono l’esempio concreto di come l’arte scaturisca dalle relazioni stesse e da contaminazioni, mostrando che siamo sempre parte di un Tutto”.
Patrizia Niccolini su Qutidiano L’ ADIGE del 12/04/2026